• Pubblicata il:
  • Autore: IL NARRATOR CORTESE
  • Categoria: Racconti ricatto
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QUELLA PROPOSTA INDECENTE – 7° capitolo

Lentamente, quasi scherzosamente, il direttore spostò le dita sulle labbra della sua figa e le fece scorrere lungo la sua fessura, da un lato e dall'altro. - Quindi non aveva mai permesso a nessuno di leccarle la figa? Chiese mentre spingeva il dito indice nella sua fessura. - No... e stavo bene lo stesso... - Non ci credo, comunque farò finta di crederci... Irina taceva mentre il porco posava l'altra mano e allargava le labbra della sua vagina. Si ritrovò a trattenere il respiro mentre lui si spostava leggermente indietro e si sporgeva in avanti. Si contorse quando lui le infilò la lingua e la pennellò in verticale, provocandole gemiti e brividi di lussuria. Si sdraiò sulla scrivania, sentendosi sempre più indifesa, era sbalordita per quanto fosse involontariamente eccitata. Emise un sussulto di sorpresa e scattò quando il direttore leccò con fermezza il suo clitoride eretto. Ogni volta che lo succhiava, lei sussultava come se prendesse una scossa elettrica e la sua testa si girava da una parte all'altra. Non voleva ammetterlo, ma quello che le stava facendo era tremendamente eccitante. Senza pensarci, allungò una mano e gli afferrò la nuca, premendola forte contro la figa.  Una parte di lei era disgustata dalla sua reazione; si stava comportando come una escort alle prime armi, o per meglio dire come una puttana, e per di più davanti a suo marito. Di lì a poco, suo malgrado, godette vergognosamente e rumorosamente. Allora il dott. LUCA ritrasse il viso dalla sua figa e si appoggiò allo schienale della sedia, armeggiando con i pantaloni. Lo sguardo di Irina si posò inevitabilmente sul suo cazzo. Era passata circa un'ora dal loro arrivo e adesso era rigido e svettante. Senza sapere perché, si trovò a confrontare il suo pene con quello dell'unico altro maschio adulto che avesse mai visto, quello di suo marito. Il direttore sembrava essere dotato delle stesse dimensioni, ma a ben guardare, il suo cazzo era più grosso. Si vergognò di rendersi conto che una parte di lei si chiedeva come sarebbe stato scoparselo. Il dott. LUCAi sbavava stringendo il cazzo duro in una mano mentre si avvicinava. Irina lo osservava con emozioni contrastanti mentre guidava il suo organo rigido verso la figa. Inspirò profondamente quando sentì la cappella introdursi senza ritegno fra le sue labbra vaginali spalancate. Lui si fermò per afferrarle le caviglie e sollevarle i piedi, con le gambe aperte. Con una forte spinta, spinse il suo cazzo profondamente in lei. Nonostante il suo disgusto, non riuscì a fermare il gemito gutturale che le sfuggì. Si accorse che, sebbene il suo uccello fosse più grosso, non le faceva male, anzi! Quando cominciò a pompare seriamente dentro di lei, distese la testa e si abbandonò al piacere. Cominciò a gemere ad ogni forte spinta che lui faceva, allungando le mani per afferrare il bordo della scrivania. Di solito, con suo marito, scopava a una cadenza quasi misurata, invece quel maiale la stava trombando a un ritmo duro e quasi frenetico. CONTINUA

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